
"Che brutto tempo fa oggi!" dice Lupini il portinaio del nostro condominio. "Bellissimo secondo me" fa Lastrucci, inquilino del terzo piano.
Avete sbagliato entrambi, intervengo io. Il tempo non è mai nè brutto nè bello, il tempo è così com'è.
Le parole sono le vere colpevoli, sono tra le cose più indisciplinate, più libere ed irresponsabili e più riluttanti a lasciarsi insegnare, mai subordinate. Possiamo prenderle suddividerle e metterle in ordine alfabetico, anche più di mille.
A che servono i vestiti, se con uno basta e avanza per coprirsi? Si cambia parola come ci cambieremmo d'abito: per il gusto di apparire, ma non solo per quello. Le parole non vivono nei dizionari, ma vivono nella mente. Pensa a quante volte nei momenti di maggiore emozione ti capita di non trovarne nessuna quando più ne avresti bisogno, per tingere di colore un'emozione, per esempio, oppure per dare risalto ad uno scatto d'ira o per meglio fare intendere all'amato il tuo essergli debitore.
Ma come vivono nella mente le parole? Nei modi più strani, non molto diversamente dagli esseri umani nella loro quotidiana convivenza: vagando qua e là, innamorandosi e accoppiandosi.
Luigi Pirandello diceva che noi uomini e donne siamo tutti matite e pennelli fuori dalla tavolozza, cioè vuol dire che noialtri poveri tapini desidereremmo con i nostri colori riempire degli spazi che non ci sono dati.....
"Maestro, tu pensi che non bisogna mai, per nessun motivo, rinnegare gli ideali della gioventù?"
"Beh, caro Lupini, questa è una domanda piena di trabocchetti. Dipende: alle volte, è giocoforza necessario. Un famoso letterato, il Marchese di Puena, soleva dire questo: La gioventù è tutta nell'infinità di desideri inesauditi. Non so se ho reso l'idea."
"Nella mia vita ho fatto un unico grande viaggio, avevo vent'anni o poco più, il viaggio della vita, quei viaggi che ti cambiano per sempre. Con un amico, in 500, sono tornato con mille progetti per realizzarne poi tutt'altri.
Vedi com'è la vita? Pensa che mi ero rotto di tutto ed a un certo punto volevo andare a lucci alla foce del fiume Ur in Kazakistan, avevo cominciato a costruire una cellula in alluminio da issare sul fuoristrada, poi i genitori della mia ragazza (armena) si ammalarono quasi contemporaneamente, questo mi bloccò per quasi due anni.
Avrei dovuto mollare tutto e scappare solo e libero, e ho perso l'ultima occasione di dare alla mia vita quel che sempre avrei voluto. Ora aspetto come il tenente Drogo, sugli spalti del forte, un nemico che ti logora con la sua assenza e inganno il tempo qui in questa desolata terra di nessuno..."
Shichijikama è il nome di uno dei sette samurai. Per la precisione il secondo. I samurai erano oltremodo dotati della qualità della metempsicosi, oltre a un assoluto disprezzo della vita. D'altra parte i samurai avevano dedicato la loro vita al loro signore.
La Metempsicosi ricorre spesso nei deliri di Pessoa: "il pensatore impietoso" come amava definirlo il grande Prezzolini; ma non il Prezzolini di scolastica memoria. Pessoa, per farti capire, è colui che osserva la "sfinge" della vita senza evadere l'eterna domanda...
“Quant’è cocente il sole... ma che dico... il sale, che ci viene dall’amare non riamati!” - andava farfugliando Santino. L’uomo alto e contorto (nel fisico e nella mente) andava camminando svelto svelto il lungomare. E io, dietro a lui, a “remare”. “Ehi, Santino” – dissi ad un certo punto, molto affaticato – “io sono tardo di gambe, e per niente con mia vita incavolato!”
E andava il Santo lungo il mare, battigia calpestando senza suole. Lo sguardo fisso oltre il sol nel suo calare, che già morente era in procinto d’ammarare.
Oblò Oltremarino intorno al collo, ripetea a se e a me senza intervallo:
“Io son colui che il sol pensier d’ostessa mi da sballo; io son colui che se fosse vin costei, saria tarallo".
“Io so che oltre ogni ‘guardare’, oltre ogni ‘udire’, vi è quel prato verde, primigenio e celestiale”... Santino disse. Camminavamo, scalzati i piedi, la battigia umida di mare. A tracolla ognuno il proprio Oblò Oltremarino, io pensavo: “Ah, ostessa, che ti perdi di quest’uom la parte più immortale!”
Di poi scantona d’improvviso e bagna in acqua un piede. Poscia ripose il piede “battezzato” sopra un rudere di barca in secca e disse, com’io fossi angelo e lui il dannato: “Maestro, tu sia lodato!"....
Correva il Santo (Santino) con pena in core giù pel dirupo (ahi ostessa, c'hai reso quest'omin schivo e gretto come il lupo!), allorchè, giunto al pianoro, incontrò dolce fanciulla che, solo il vederla, dette lui ristoro.
Diss'ella al Santo, poichè vedeolo distrutto: "Uomo, il tuo dolor è così grande e acceso che pur'io, che pria era lieta, adesso mal ne sopporto il peso!".
Al che Santino, che vive in ombra di colei che ama, proruppe in pianto e, grato, cascò in ginocchio innanzi a lei, di schianto...
La bella strada che da Portosangiorgio sale a Maggione, è il tragitto che quotidianamente percorre Santino con la testa affastellata nei suoi pensieri. Sette chilometri di bell'andare, se non si hanno mente e cuore pugnalati dallo stiletto dell'amore. Io lo accompagno spesso. A me muover le gambe farà bene poi, a lui adesso.
E sempre parliamo dell'ostessa, chè lui morrebbe se un sol pensiero, una visione, una parola od un'idea non riguardassero lei, la Sua dea.
Lo sguardo che emigra dagli occhi a fessura del viso triangolare dell'ostessa, strazia l'ex straccivendolo. Io son protetto. Ho con me Oblò Oltremarino.
Ma il mio cuore sanguina se penso che moderna Circe strazia quello di Santino!
L'ostessa svicola tra i tavoli, in taverna; e guardiamo occhi che seguon sue movenze da felino; e guardiamo mani ebbre che protendono ubbidienti a idee lascive. "Ahimè, alta è l'ostessa" - pensa Santino - "e di bel corpo fatta"!
Guardavamo il mare, il mare nostrum, quello vero, di Canevada, io e Santino. E nelle nostre menti, corrosive come solventi (ognuno il suo problema, la sua angoscia, e la sua pena) giostravan caballeri coi quadri,coi fazzoletti al vento,il sorriso per la dama.... Quando sento improvviso un tòcco: guardo il mio amico, e vedo com'egli, in cuor suo, stesse combattendo arduo cimento...
Ahi! Ostessa di taverne! pagherai per mano mia il fio, ch'io non son accecato o inerme...
Si racconta in quel di Porto Sangiorgio che un bel dì, di prima mane, sia l'Ostessa che Santino si recaron quatti quatti a godere il ponentino sullo scoglio che sul mare viene chiamato "al pescatore". Chiesto lumi alla taverna, sia all'amico che a colei ch'è di Triade coeterna, ei risposer in tempo uguale.
"Macchè dici? Non è ver, noi siamo amici". Poi Santino venne titubante meco, lei distante. "Caro amico, tutto è vero. Sono matto o sono savio? Sii sincero".
"...E passo passo si arrivò fin sul limitar dell'arenile asciutto, chè placide e lunghe ondate aumentavano via via lor flutto.Era il crepuscolo e la lunae il mare incominciavano senza più velami a far l'amore."
E così Santino, poetico oltr ogni dire: e l'ostessa dice di lui in taverna:" Santino? è un po tòcco, poverino!" Chiedo a lui. " Santino, altra musa non hai che non sia l'ostessa?"
ll guardo torvo ch'ei mi lanciò ben mi rispose... chè fui costretto, senza indugio alcuno, ad abbassar lo sguardo.........
Come un bimbetto perso per mondi fantastici, Santino percorreva, precedendomi, quel tratto di molo in cui vengono esposte le cassette del pesce appena pescato . I pescherecci attraccati a bitta libera rollavano per via di certe onde considerate anomale dagli stessi pescatori. Onde alte e lunghe oliate senza un'increspatura.
"Non posso,non posso....". Lo lasciai indispettito che scuoteva il corpo continuando a ripetere. "Non so che dire, non so che dire... mi fai domande su domande e non so che dire".
Poi, come risucchiato nel vortice dei suoi pensieri inconcludenti e senza fine, ricominciò con calma, senza fretta, a bere.
E l'ostessa era là, dietro il bancone: e dardeggiava sguardi, a tratti, nella nostra direzione, io la chiamai. "Sei tu", le dissi indicandole con lieve cenno della testa l'uomo che fissava con sofferta immobilità il suo bicchiere , "della sua malattia la cagione!"

"I Nostri grandi amori... oggi non esistono più", disse Alda Merini, poetessa. Si è persa la favola ribattè, poi aggiunse: "telefonini, computer, messaggini, mi si trovi uno che scrive ancora lettere alla propria fidanzata, se ne si è capaci. Gli italiani sono sempre più stolidi, malati di padreternismo, egoisti e primitivi".
E infine disse: "mi era rimasto Berlusconi, l'unico che mi facesse ridere, in un paese che non ride più, con la sua caduta di Berlusconi, è morto l'ultimo pagliaccio d'Italia: aveva una stupidità che incanta..."
Descrizione coeva, solida, per niente approssimativa, ma non dimentichiamoci dei suoi ricoveri in ospedali psichiatrici; però vorrei dire che io non ho mai smesso di ridere ogni giorno della mia vita, prima dopo e durante Berlusconi...

Stamani conversando con un ancora assonnato Lupini: "Metti il caso che un reduce dopo la guerra torni alla sua casa. Secondo te ritorna alle proprie radici?" "Mah... penso di sì, maestro..."
"Ne sei proprio sicuro? Allora facciamo un altro esempio. Se io dissotterro un albero con tutte le radici e poi lo reinterro... che succede?
"Se è grande muore" risponde il portinaio con un grande sbadiglio.
"Vedi che hai afferrato il concetto. Come succede al sogno, solo in una occasione specialissima il reduce, o l'albero, o il sogno potranno reinserirsi nel loro terreno natìo"
"Ah, ora ho capito..." dice Lupini con sguardo sospeso nel vuoto...

Conosco una bella citazione. Autorevole ha ben aperti i padiglioni delle orecchie?
"L'intelligenza dietro la quale si cela la paura, diviene perciò invincibile."
Non l'ha capita? Ma è chiaro: se l'intelligenza è stimolata dalla paura è ancora più forte.
Guido Silvestri, autore della citazione di prima è, manco a domandarlo, un filosofo, il quale fu imparentato per via di sua figlia, all'astrofisico Franco Pacini, quello per intenderci delle stelle di neutroni.
Non sa chi sia Guido Silvestri?
Via, Autorevole, non mi dica che non ha mai odiato nella sua fanciullezza "Lupo Alberto"....

A nulla serve rimpiangere il riposo nell'indistizione, il sogno neutro dell'esistenza senza qualità.
"Ci siamo voluti soggetti, e ogni soggetto è rottura con la quiete dell'Unità". Conosce queste parole, Autorevole? Cioran è il mio vangelo spirituale. Non c'è umiliazione più grande per l'uomo che la messa in ridicolo del suo io. Parlammo di Cioran e della vertigine intellettuale che procura ogni lettura di un suo scritto, si ricorda Autorevole?
Ho rammentato Cioran, e adesso mi tornano a mente i suoi insegnamenti. "Non c'è ricerca senza dolore, nè movimento senza assenza di quiete".
Su questa frase potremmo sbizzarrirci in un guazzabuglio di ipotesi.
Cioran era un sofferente, non fisico ma spirituale.
"Il dolore di esistere è tortura comunicata attraverso le parole" questa è una sua frase che rispecchia un suo convincimento....

Amo il mare, se non esistesse. Ed amo anche la montagna, in mancanza di meglio. Chi ama il mare e la montagna non può non amare la Liguria, e Montale. Conosco tutta la poesia di Montale e l'entroterra ligure a memoria.
Ma più di tutto della Liguria amo Rapallo. Io a Rapallo ci starei pure dipinto, in effigie.
Autorevole è mai stato a Rapallo lei?
Gli uccelli trasmettono l'armonia del ciclo che si compie negli spazi fra il giorno e la notte, ma solo quando il suono è silenzio, ad esempio quando la musica arresta i suoi pensieri e distende l'anima su di
un prato di note.
Autorevole amico mio, non ritiene lei che in un mondo sempre più frastornato ed ebbro di caos e stridore questi momenti siano occasioni perdute e ritrovate?
Voglio dire, la montagna ed il mare, gradiscono "il suono" dell'uomo quando questo non è invasivo e superbo.. quindi la vacanza ci vuole ma sulla spiaggia l'uomo si sente a disagio perchè c'è tutto tranne ciò che vorrebbe?

Stasera a casa di Lunardi abbiamo visionato "Sliding Doors"; è un film molto bello e realistico... un rompicapo fantasioso. Poi la discussione è scivolata sulle teorie astrofisiche sull'esistenza di un mondo parallelo.
Secondo Lunardi la teoria dei molti mondi è validissima, infatti la matematica quantistica sembra facilmente iscrivibile in un'equazione tra le più scientifiche, il primo a introdurla fu Hugh Everett, eppure la sua popolarità tra i fisici è in ascesa solo di recente.
Cosa si intende con Many World Interpretation? Autorevole le rispondo per bocca di Lev Vaidman: com MWI si intende con l'acronimo una teoria fisica in grado di dare spiegazione della nostra esperienza con un formalismo matematico (cercherò di essere scolastico nell'esprimermi, ho uno scilinguagnolo non da poco...)
Beh ovviamente il formalismo matematico di Vaidman è molto "economico" ed elegante, ma l'idea che sta alla base di questa teoria è quella... Ma per chi volesse diciamo così "istruirsi" più approfonditamente sull'argomento, raccomanderei il volume di Everett sull'interpretazione dei molti mondi al nostro paralleli intitolato appunto "Teoria dei molti mondi".....
C'è una domanda famosa per quelli a cui non piace pensare e riflettere: "Chi è il primo, l'uovo o la gallina?" E' una domanda stupidissima, ma per loro è una domanda tanto originale e molti si vantano nel farla. Beata incoscienza! Poveri Cristi che scavano alla ricerca di una gratificazione che sgorga tra boccioli d'ignoranza affinchè mente loro masturbi: non per niente ognun si bea e si pascia del nutrimento che può e che sa darsi... (Seneca). Ma per quelli cui davvero piace pensare e riflettere la domanda ad hoc da porre loro è un'altra.
"Quale?" Caro Lupini, adesso sto giocando al tira e molla con la sua curiosità."Va bene Maestro ma allora ce lo dici? Pare strano lei non sappia rispondere".
"Non è esatto". In questo caso non VOGLIO risponderle". "Ma come...poco fa ha detto"... Ancora una volta è in errore caro Lupini, un conto è non voler rispondere e un conto è non saper rispondere. Le risponderei volentieri, se solo avessi la certezza che la sua domanda sia "legittima"...

Sto leggendo un libro edito da Mareschi (marosticha) sui Lavvu, tipo di accampamenti tipici della Fennoscandia. E' una lettura piacevolissima e scorrevolissima, tratta dei primi pastori nomadi antecedenti anche ai Pellerossa, un'etnia ormai scomparsa che non ha attecchito sul territorio della Fennoscandia per colpa di noi esseri civilizzati, un'etnìa che aveva avuto la stessa intuizione di Sitchin.
Sapere le cose è il mio mestiere, la conoscenza è prerogatica dei Duali. Come sapere che state trovate le piramidi in Bosnia. D'accordo, ma i crop circles (cerchi nel grano), chi li fa? Domanda da mille miliardi di euro. Troppo precisi per averli fatti gli ufo.
I maya avevano visto pianeti che noi neanche celi immaginiamo. Adesso non voglio contraddire Newton ma non è il tempo impiegato che ti fa avere risultati così strepitosi. La matematica è insufficiente per calcolare tali eventi astronomici, mentre l'occhio della mente umana può vedere pianeti.
Ad esempio Nibiru ogni 3600 anni entra nel sistema solare: ora metti che 3600 anni fa non esistono gli uomini, come te lo spiegi? Il tg2 ha parlato del ritrovamento nel 2002 poi più nulla, si sa solo che alcune nazioni stanno costruendo bunker per la gente d'elite ed è più grande di quella di Giza, sebbene le teorie di rinomati egittologi sono quasi tutte da scartare.
La storia è tutta da riscrivere, basta solo cambiare chi la scrive, perchè è quello che vogliono che noi studiamo anche se le cose sono evidenti così come stanno ma continuano a spiegarci teorie davvero indimostrabili. La scienza e la religione fanno a gara a sbagliare. Ad esempio l'ultima eclisse del 2003 l'hanno sbagliata di 30 secondi, mentre i maya che non conoscevano l'uso della ruota erano stati più precisi di Voyager nel parlare dei cerchi di grano.
Sia vero o no domani devo andare a lavorare....
Ho appena finito di leggere "Infranse radiosa aerei sogni" di Serpieri. Di lui mi era piaciuto anche "Freudiana chiusa eudace". Mi sembra fantastica questa cosa che dice Serpieri, sapere che non esiste la donna perfetta, eppur continuare a cercarla, come se infine ne esistesse una che raccoglie in sè tutte le virtù, oppure tutti i difetti (è la stessa cosa), ch'io vo cercando appunto in una donna.
Esistono donne spiritose ma purtroppo di esse ce ne sono pochissime e quelle poche gli uomini le temono, abituati come sono ad essere presi sempre sul serio.
Ne parlavano i poeti classici del duecento: oltre Dante, anche Cavalcanti, Lentini, Brunetto Latini, Cino da Pistoia. Nel trecento abbiamo Petrarca, Parini, Alfieri che descrivono benissimo questo sublime paradosso.
Vi sono uomini che ripetono ossessivamente lo stesso pensiero per giorni, sinchè non sovviene loro che ne hanno perduto completamente il significato. Allora passano ad altre parole. Non è così per il duale, che cerca la frequenza che gli permetta di sintonizzare la mente e il corpo con il mondo parallelo.
Tale intuizione venica già ben descritta dal Sommo Poeta "E dette man con palmo in fronte, per significare quant'ei vivea distratto" (Purgatorio) e da Sheakespeare, ma anche da fisici parallelmondisti come Harold Delos Babcock: "Ogni tanto bisognerebbe farli revisionare questi strumenti Geiger che registrano gli aumenti improvvisi di pulsioni... "

Ieri sera da Lunardi e insieme a Lupini abbiamo visto il film rumeno "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" che tratta degli ultimi anni del comunismo in Romania.
Invece Lastrucci non è venuto. Lastrucci che non guarda un film sono secoli, la sua attenzione non è attratta dalla gravitazione dei mondi paralleli e i satelliti a quelli attinenti. Secondo me chi non è attratto è chiaro che è in conflitto col suo "io". Ma di Lastrucci e della sua nefasta influenza doppiogiochista nel condominio non ne parlerò, perchè la gelosia alberga solo nell'animo degli stupidi.
Bellissimo poi l'ultimo film del discepolo zen di Kurosawa: "Il rumore dell'erba che cresce" . Sa far parlare le cose dell'interiorità.
Dei miei registi giapponesi che amo di più, forse ci si aspetta che uno dica Kurosawa, ma per me non è così, anche se mi piace molto, ma non è in cima alla lista dei miei preferiti. C'è invece Osamu Dezaki un regista validissimo perchè molto interiore, interiorizza ogni scena dei suoi film. Oltre a lui ne è capace Toshiya Fujita ed Enson Sakuraki. Gli orientali, anche nell'elaborazione dei loro film, hanno un'altra sensibilità, un'altra concezione e visuale della vita...
Siamo molto fortunati ad avere come coinquilino nel nostro condominio Lunardi, cinefilo di rango che conserva ben catalogati più di ottomila film su nastro. Spesso con Lupini il portinaio andiamo a trovarlo e Lunardi allieta le nostre serate proiettando un capolavoro nel suo studiolo appositamente adibito.
Ma i film che ci ha spalancato le porte sul mondo al nostro parallelo è stato un cartone animato divertentissimo: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" Lo sapeva lei Autorevole che il film si ispira a un personaggio reale? Non un coniglio, ma un uomo in carne ed ossa realmente esistito...

Il gelsomino giallo è simbolo di gentilezza, mentre il garofano testimonia il buon sentimento dell'amore, mentre il giacinto nel "linguaggio" dei fiori significa la costanza. La viola ed il lillà bianco: il significato di questi due fiori collimano.
Questi i pensieri che mi accompagnano a Torri del Benaco ove per grazia divina sono piacevolmente "frastornato" dal profumo degli agrumi che qui abbondano. Siamo sul Lago di Garda, lato Sirmione. Una località ove in cima alla torre dei Malaspina che li sovrasta, lasciai interamente deposto sui merli della stessa il mio cuore innamorato di fanciullo sedicenne....
Un piccolo gioiello che racchiude molti esempi di architettura preistorica (si arriva sino all'Età del Bronzo, e vi sono ancora tracce di insediamenti palafittici!): è mèta di un turismo selezionato, colto e consapevole delle bellezze paesaggistiche e architettoniche in esso racchiuse....
Chi è distante dall'Uto Mondo, invece, oltre che col pensiero anche con quella misteriosa particolarità che è l'attrazione dell'Uto (un'avvertita "sensazione" coeva alla curiosità) non ha d'altronde rimpianti, se non l'uggia di sospettare in sè il fastidio di un'incompletezza.....

"Prepare for death, turn to jesus for free pardon from sins while you live. After death, too late."
Certo che il richiamo ad ammonizioni divine nelle parole di Donnie McClurkin (prese a prestito da San Paolo) è chiaro. Io però, in coscienza, mi sento di scagliare la prima pietra con ambedue le mani, la destra e la sinistra.
Riporto le parole di McClurkin perchè sono arrabbiatissimo con Obama, che ha prolungato le sanzioni contro lo stato africano dello Zimbawe poichè secondo il parametro americano non si è comportato bene: infatti per la politica estera Usa rappresenta una minaccia il comportamento diciamo così "disinvolto" dello Zimbawe...
Obama si comporta come il papà di tutti "noi" africani: chi non si comporta bene va in castigo. Ma l'amicizia per essere tale, deve essere libera di tradire senza tradire mai.
Gli africani per augurare tutto il bene possibile a qualcuno esclamano: "Syabonga! Syabonga!" che vuol dire esattamente "ringrazio il Signore per la tua amicizia".
Dire a un giapponese di essere cinese è una grande offesa, però l'espressione giapponese "jih-pen-kuo" è l'antica storia tutta d'origine cinese (esportata successivamente anche in Giappone) sui pochi pesci che diventano tanti....

E per te
viscido sogno
sono morto
Eterno.
Non esisti
ed è tempo inutile
ciò che resta
addosso.
il primo, inedito Ungaretti. Dove l'infantile necessità di assurgere sveltamente ad occupare elevate "sembianze" estirpava dal suo animo ancora acerbe, immature visioni utoastiche.
Il poeta turco Nazim Hikmet ha detto: il mare più bello è quello che non navigammo.
"Ma se non l'ha navigato, come fa a sapere che è il più bello?" mi chiede incredulo Lupini il portinaio.
E' una poesia che piaceva molto a Hilter. Delle sue poesie ricordo bene una che parla della pioggia: Arrivederci Fratello Mare. E Prima che bruci Parigi...
"Maestro lo sa? Lei è una delle poche persone con cui è possibile intavolare dialoghi i cui argomenti esulino dalle solite chiacchiere di condominio!"
Ma i miei pensieri notturni stentano a divincolarsi dalla pania del sonno incombente. Alfin precipito nell'abismo onde Morfeo ghermisce con dolci artigli per ritemprar le stanche membra e rifiorir la mente a nuova vita...

Anche se non ho fatto studi di antropologia sostenuta, o almeno, non esattamente, mi è stato chiesto stamattina da Lupini cosa io ritengo sia lo specchio dell'anima, e se io, riguardo il parallelmondismo, non predichi male e razzoli peggio.
Parafrasando il titolo di un'opera di un grandissimo drammaturgo, i miei esami non finiscono mai, e ho sbagliato nel rispondere a questa frase, ma lo "sbaglio" è voluto. Lupini crede con questa domanda saggiare se io sia digiuno delle metafore di Tinto Brass, ma si dimentica che io sono un'appassionato di cinema, di tutto il cinema, mentre il prete che predicava bene e razzolava male si riferisce a Mèdaille, Jean-Pierre Mèdaille, un sacerdote contestatore gesuita.
Per uno strano caso della sorte, mi sono imbattuto in Mèdaille, e noi parallelmondisti lo stiamo studiando...
Eccoci di nuovo a scrivere qualcosa, tanto per ammazzare il tempo, e noi diciamo di ammazzare il tempo come se, purtroppo, non fosse il tempo ad ammazzare noi. Autorevole le confesserò una cosa: bevo per scrivere. E' una grande verità: non possono piacere a lungo gli scritti dei bevitori d'acqua.
E con lei che non tiene la stessa idea per più di due minuti mi sembra di navigar in mare periglioso. Beato lei, che ha la possibilità di cambiarle così spesso: cambia idea con la stessa facilità con cui Farida D'Egitto cambiava vestito. Lei sa che tutto questo suo andirivieni di opinioni mi ricorda il"movimento oscillatorio balzano" d'una famosa pièce di Moliere? Ma anche per mancare il bersaglio occorre prendere la mira...
Volevo parlare di Totò. E' stato un grande comico, ma mica perchè fosse comico. Tutt'altro. Vale per lui lo stesso giudizio che ha dato un critico riguardo a Troisi: ridere di tristezza per non immergere la punta dei nostri piedi nelle sabbie mobili della Malinconia (Gibbone).
Chi ama Totò è sicuramente privo di cinismo.
Totò non è stato solo un attore, ma soprattutto un sognatore, e dico tutto ciò "a prescindere" dai due mondi. Vede caro amico, bisogna credere ai miracoli, altrimenti potrebbe capitarcene uno e non ce ne accorgeremmo.
Ma se come dice Heine "il pensiero nasce in bocca", io non mi voglio sentire furbo e bello con tutta questa retorica, che a volere essere per forza furbi e belli si corre il rischio di cadere in un calderone di nequizie, e quindi qui mi fermo....

Caro Autorevole, ha letto stamani della sentenza emessa da un tribunale di Hong Kong su un'opera d'arte (il David di Michelangelo) rifiutata per la sua nudità, anzi per la sua "nudità vestita" (cito dalla sentenza). Ovvio che "mettersi a nudo" non è affatto uguale a "spogliarsi" che può essere a sua volta una "copertura". Il termine abito, non a caso, indica non solo "indumento", ma anche una disposizione interiore, una mentalità, un'abitudine. Non a caso si sente accusare spesso in TV, specialmente da quell'arrabbiatissimo tutore dell'arte, che questi o quello indossa un certo abito mentale.
Mi sovviene a tal proposito alla mente cosa disse una volta l'impareggiabile Benigni in uno sketch: "Io sono Ateo, grazie a Dio!". Forse sono d'accordo con il comico toscano, a patto però di sostituire i contrari nella frase e poi invertire l'ordine logico. Parco di parole o accorto, lo stupido è colui che parla e che toglie ogni dubbio sulla sua stupidità, ecco che le lascio una poesia di un ancora semisconosciuto ventenne di Vergaio con la sua logorrea e la sua fantasia: "Vent'anni, o che ti sembran pochi? Se al nostro augurio sembran pochini, che tu campi cent'anni e li raddoppi, e ti s'empian le tasche di quattrini".
Non ride Autorevole? Aveva ragione Demostene, l'ironia è sempre fuori luogo, se non è ben indirizzata.....

Lo sa Autorevole, a me è successo di pensare intensamente una cosa, e poi la notte successiva sognarla. Sogno consapevolmente, da sveglio, mediante viaggi pindarici, mettendo in moto la fantasia e usando una delle molteplici tecniche che servono per andare in Astrale. Sto cercando da qualche mese di prendere coscienza all'interno del sogno: assai difficile e se non si è affini nè avvezzi a sognare ad occhi aperti.
A proposito di immaginazione, rileggo spesso cosa ne dice in proposito Paul Sartre, la filosofia vera, quella che segna il percorso della vita, inizia con lui
La meditazione invece non è altro che una tecnica per raggiungere l'estasi, cioè lo stato dell'ebbrezza divina, come diceva Osho. Io credo nel potere dell'immaginazione e della volontà di plasmare il mondo, di liberare verità profonde dentro di noi e di trascendere la morte...

Caro Autorevole la storia del Canada è vera. Il dottor Alfiepa è andato fino lassù per trovare il sorriso.
Ciò che ha ispirato Leonardo, che si è rifatto al sorriso degli Inuk per il suo quadro "La Gioconda". E anche la storia dell'astronauta-astronoma Maccabei, per chi avesse seguito le mie ciancie, è vera: il dottor Alfiepa, insieme a Lupini il portinaio, si si sono incontrati con lei ad Ottawa.
Lupini è l'ideatore del trattato: "L'Utoastico e le sue implicazioni all'interno della corrente di pensiero Lilliputbocconiana". Ossia (traduco per coloro che muovono i primi passi in direzione del Parallelmondismo): "antecedenze culturali e sociali e correlazioni tra le varie portinerie".
Sbalorditivo? E' proprio il caso di dirlo.
E le dirò Autorevole, le conferme che abbiamo avuto dal viaggio dell'Alfiepa ce le aspettavamo tutte perchè erano già "dentro" di noi. Perchè noi siam Duali: son qui e son là, son giù e son sù, son di lato e poi di traverso.
Mi spiego meglio: ha mai visto lei il film "La strana coppia"? con Jack Lemmon e Walter Matthau?
Ecco:))....