
Alle volte si dicono cose di cui poi ci pentiamo amaramente...
Beh come oggi ad esempio, una scolaresca stava visitando l"Osservatorio" (con lo zio Stada La Haba che faceva per una volta da Cicerone) quando un ragazzo appartenente alla scuola in visita se ne esce con questa frase.....
(Damme solo un friccico di tempo, che sò gracilino di mente) "Messeri, m'andavo io per la battigia sconsolato e tristo molto..Quinci che fur chete le ciucciute gote...Ascoltavo attento l'ansito del mare...
Lo mondo è così tutto diserto d'ogni virtude, sì come cieco va dietro a sua guida. Lo mondo è così tutto deserto d'ogni virtude,ma priego, che m'addite la raggione? sì ch'io vegga e che la mostri altrui con mie parole.
Voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto il velame de 'sti versi strani...."


Oggi vorrei parlare di un condottiero. Ma non solo condottiero fu, perchè inoltre fu....


"di nova pena mi convien far versi" dicea lo Sommo innanzi al Canto Venti dell'inferno.... Così io era trafitto dagli spasmi della veglia al finto sonno, finchè non rimediai de vincer col padrone dell'Averno....
Non vorrei passare per logorroico, quindi un solo termine ora dico, cioè solo una parola: psicodizione.
Ecco, e qui mi fermo, sennò potrei andare avanti per chissà quanti giga a parlare...
Anzi visto che ci sono dico solo due o tre cose contemporaneamente, così sparagno nel tempo.
Dico solo che riguarda la mia cugina, balbuziente. La sua insegnante Chiara, a sua volta anch'essa balbuziente in età scolare dall'età di otto anni, dice di lei: "La bambina presenta tutti i sintomi dell'allergia di Govi.
Ho così scoperto un mondo sotterraneo. ho scoperto che Govi è stato il fondatore del teatro dialettale di Genova. E che è stato per Genova ciò che il Burlamacco è stato per Viareggio.
"Tutto è mistero, e il mistero è tutto" dice Govi". "Non c'è niente di più vero di una bugia detta ad arte" anche questa frase è di Govi.
Ho letto alcune sue pièce e sono straordinarie........
Dicono che la luce viaggia a trecentomila chilometri al secondo.
E Il pensiero allora? Il pensiero raggiunge istantaneamente infinite lontananze, può essere più sottile dell'etere, può essere il mezzo dell'elettricità.
Se gettiamo un sasso in uno stagno, esso provoca una serie di onde concentriche che si dipanano in ogni direzione, iniziando dal punto di caduto del sasso stesso.
I Pensieri sono princìpi viventi, tenaci e solidi come la pietra. Noi possiamo cessare di esistere, ma i nostri pensieri non moriranno mai. Ogni vibrazione di pensiero genera un cataclisma nel Mondo al nostro parallelo. Il pensiero è una forza sottile, impercettibile.
Diceva Mendella: "Le lunghe marce iniziano a piccoli passi,Tutto sta a non fermarsi mai.
"Non importa quanto è lunga, ma come è recitata" questo è Baudelaire, l'Albatro. (Spesso per divertirsi i marinai, prendono gli Albatri, grandi uccelli di mari.....)
Ma una cosa la vorrei dire a chi ha buone orecchie: ciò che bisogna imparare a fare, lo si impara facendolo.
Questa invece è una mia poesia:
pensieri sublimi,
astrazioni suadenti,
sopra la vita ed i suoi escrementi,
gioie contratte,
violente paure,
....
Solo una cosa non mi è chiara, ed è questa: primo (.....); secondo (.......); terzo quesito: come mai Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati giustappunto Madeleneis?
Autorevole, potrei continuare i quesiti fino a stasera, ma mi fermo qui. Ma a quale scopo? Semplice! Un attimo, semplice da capire lo è per colui che ha ben chiaro il decorso "storico-culturale" di quel preciso momento. "Storico" per l'appunto...E parliamo della Francia belluina e guerrafondaia.
Si legga bene questo passaggio della Recherce: "Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla pervisione d'un triste domani...."
Proprio in quel momento il piccolo Proust porta alle labbra un cucchiaino di tè, ma (ed è questo un grosso ma) nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il suo palato, nel momento stesso, trasalì, e tutta la sua attenzione fu rivolta a quanto avveniva in lui di così straordinario, talmente straordinario che congiunse gli attimi, distanti uno dall'altro diverse vite, sinchè ricreò quella calamità e quella brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce Amore, colmandolo di un'assenza preziosa, meravigliosa e unica che ha il nome di "Ricordo".
Leggendo questo pezzo meraviglioso di Proust, mi viene in mente quando mangiai un piatto preparatomi da mia nonna. Me lo faceva sempre da piccolino, e mai mi sarei immaginato quanto mi sarebbe mancato quell'aroma!)
Mia nonna mi adorava e io adoravo lei... Mai nipote amò sì tanto propria avola.
E' il destino del Duale, prima ancora d'essere etereo fanciullo, quello di essere doppio. Ma anche chi duale non è potrebbe con enorme sforzo, volendo, raggiungere medie "altezze " spirituali...

"Ah Venezia, amata sognata, desiderata, e mai voluta. .."
Io la penso come Palazzeschi. Un giorno arrivai a Mestre e li mi fermai, non procedetti oltre, memore dell'avvertimento che gridava in me "Le sorelle Materassi" di un arguto toscanaccio.
"La mattina andavo verso sud, salendo per la splendida strada di Zoagli, in mezzo ai pini. Con l'ampia distesa di mare sotto di me". Tanto per rammentare Nietzsche.
Ecco perche pagherei il terreno di Zoagli di piu del suo costo di mercato........